L’house music, uno tra i generi musicali più in voga tra i cosiddetti locali di “tendenza”, nasce nei sobborghi di Chicago nei primissimi anni ’80. Le origini del nome “house” non sono ancora chiare, c’è chi dice che derivi da Warehouse, storico locale di Chicago, oppure che stia per “musica prodotta in casa”, tesi quest’ultima che in realtà non ha mai trovato riscontri. Inizialmente, il genere house nasce dalla fusione della disco music anni ’70 con le sonorità elettroniche dei primissimi anni ’80, e a lanciarla sono stati due tra i più famosi dj di sempre, Frankie Knuckles e Larry Levan. In realtà sia Knuckles che Levan sperimentarono, già a partire dagli anni ’70, un tipo di musica dance con una forte componente sessuale e trasgressiva che spopolò letteralmente in due locali storici di New York, il Gallery e il Paradise garage. Nel 1977 Knuckles si trasferisce a Chicago, diventando dj del Warehouse, un piccolo club che passa soprattutto dance music. Qui il giovane e seguitissimo dj inizia a remixare pezzi preesistenti rinforzando il suono con l’aggiunta di una drum machine (strumento elettronico che imita tamburi e percussioni), creando così uno stile che verrà praticamente copiato, nel decennio successivo, dai dj di mezzo mondo. Tra le altre innovazioni introdotte dalla musica house, al di là delle varie invenzioni dei suoi dj più talentuosi, ricordiamo soprattutto il “beat mixing”, una tecnica che consiste nel passare da un disco all’altro facendo proseguire il suono senza soluzione di continuità e l’utilizzo dei tre piatti (i primi due destinati ai dischi veri e propri, mentre il terzo serviva ad inserire nelle tracce suoni ed effetti speciali appositamente selezionati dai dj). In Europa la musica house sbarca nel 1986, dapprima in Inghilterra, per poi diffondersi a macchia d’olio in tutto il resto del continente, Italia compresa. A Roma il nuovo sound si diffonde soprattutto grazie ai primissimi rave party (prima che la house venisse scalzata definitivamente dalla techno music) e ad alcune discoteche lungimiranti che diedero il “battesimo” a dj come Lory D, Luca Cucchetti, Bismark, Francesco Zappalà, Giorgio e Andrea Prezioso, Nino Scarico, Orazio Fatman, Vortex, Giancarlino, Flavio Rago, Claudio Coccoluto, SPQR, gruppo Bresaola e tanti altri. Oggi come oggi, per chi è appassionato di questo genere musicale, trovare locali di buon livello in città è forse possibile, qui di seguito, senza voler fare torto a nessuno o peggio ancora stilare delle classifiche, vi riportiamo tre indirizzi fra quelli che si sono ritagliati un posticino di riguardo nella storia della scena house romana. La prima location che vi andiamo a presentare è il notissimo Goa Club di via Libetta (Ostiense), dove tra pareti scure, luci basse ed arredi dallo stile gotico, hanno scaldato i loro piatti alcuni tra i dj più famosi della scena nazionale ed internazionale, compresi ovviamente dj Giancarlino e Claudio Coccoluto, che sono anche due tra i soci fondatori del club. Sempre in zona “Libetta Village”, e precisamente in via degli Argonauti, si trova poi la Saponeria Club, una ex fabbrica del sapone di 350 metri quadri che vanta una programmazione estremamente sensibile ed aggiornata su tutto ciò che è l’universo musica elettronica. Concludiamo questa breve rassegna dedicata ad alcune discoteche della scena house romana con uno dei locali più famosi della capitale, Radio Londra, una discoteca “ad alto volume” dalla vena fortemente underground anche per via del suo aspetto, una specie di grotta scavata all’interno del Monte dei Cocci (Testaccio) ed arredata con gabbie e cimeli di guerra (all’epoca della 2° guerra mondiale infatti lo spazio era un rifugio antiaereo). Qui i djset sono quelli di “vecchi maestri” della house e dintorni come Nino Scarico, Marco Bismark e Orazio Fatman.
I prezzi di queste location sono abbastanza allineati fra loro (il Goa in realtà è un po’ più caro degli altri due) e variano a seconda del tipo di serata, eventuali dj ospiti ecc. Prezzi di riferimento: € 10,00 con consumazione per Saponeria e Radio Londra, € 10,00 / € 15,00 senza consumazione per il Goa. Tutte e tre le discoteche offrono spesso l’opportunità di liste riduzione (controlla la pagina facebook del locale oppure contattalo direttamente).
Recapiti telefonici, sito web, account Facebook – Twitter (se esistenti), indirizzo, descrizione e tipo di programmazione delle discoteche li trovi nelle schede sottostanti.
Tra luci basse e volumi alti il tempio della house e della techno d’autore in via Libetta | Goa Club
Tech-house spinta & cocktail da manuale nell’ex rifugio anti aereo del Monte dei Cocci | Radio Londra
Clubbing di tendenza nella ormai storica ex fabbrica del sapone di via Libetta | Saponeria club
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